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PARTECIPAZIONE CIVICA: REGOLAMENTO AD HOC. MA LE REGOLE CHE GIA' CI SONO VENGONO TRASGREDITE

Il regolamento per la partecipazione civica alle scelte di trasformazione urbana per la città di Lecce, approvato nello scorso Consiglio Comunale, è stato propagandato come “uno strumento di governance unico in Puglia” tramite il quale “la partecipazione civica diviene regola e non più eccezione”. Ma fortunatamente altri comuni prima di Lecce hanno attivato strumenti di partecipazione dal basso, e sebbene sia apprezzabile il tentativo, questo regolamento ci pone ancora lontani da una reale ed incisiva democrazia diretta.

Ne è espressione il METODO con cui si è proceduto, che certo non si distingue per condivisione e trasparenza: si è predisposto un regolamento di partecipazione dal basso calandolo dall’alto, senza che i cittadini ne venissero a conoscenza, potessero valutarlo ed avanzare proposte. Entrando nel MERITO l’amministrazione comunale non ha fatto altro che recepire, con un ritardo di anni, quanto già sancito da normative comunitarie e regionali in materie urbanistiche ed ambientali.

In realtà alcuni strumenti di partecipazione dal basso sono già contenuti nello statuto comunale. Ne è un esempio l’articolo 26 che sancisce che debbano essere preceduti da istruttoria pubblica tutte quelle opere che incidono in modo rilevante sull’economia e sull’assetto del territorio. Un diritto civico di partecipazione ancora oggi quasi del tutto disatteso: avremmo potuto dire la nostra su opere come il filobus e dovremmo poterla dire oggi sul ribaltamento della stazione che cambierà profondamente il volto della nostra città! La regola c’è, ma viene costantemente e volutamente trasgredita, senza eccezione.

Appare, quindi, del tutto evidente che il recepimento di normative e regolamenti non corrisponde automaticamente all’attivazione di processi partecipativi democratici, né al sostegno di crescita culturale che li accompagna. E nello specifico, a questo si aggiunge che quello approvato in Consiglio Comunale è un “ regolamento che regola molto poco”. Di fatto affida le modalità e i tempi di progettazione partecipata alla massima discrezionalità del Consiglio Comunale, della Giunta o del Dirigente del settore interessato. La partecipazione civica è per lo più individuata nella possibilità di presentare delle osservazioni da pubblicare sul sito internet, senza nessun vincolo da parte dell’amministrazione di recepire le indicazioni e la progettazione condivisa contenuta nel “Documento della partecipazione civica”, nell’interesse della collettività.

E’ ben specificata, di contro, l’istituzione di un “Ufficio per la Partecipazione”, una “struttura di supporto” che comporta “adeguate risorge logistiche ed umane” oltre che “adeguate risorse finanziarie per le strutture interne”. Ci auguriamo che questo non sottintenda nuovi costi ed ulteriori sprechi. Noi di certo vigileremo, augurandoci che questo provvedimento si ponga come reale tentativo di assecondare e favorire istanze culturali e non burocratizzare e controllare processi di democrazia partecipata che in una società della comunicazione e dell’informazione, diviene spontaneamente sempre più orizzontale e meno verticistica e piramidale.

Attivisti del M5S Lecce - Meetup Salentini Uniti con Beppe Grillo

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