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ULIVI SALENTINI SOTTO ATTACCO!

Il M5S di Lecce intende manifestare la ferma volontà di fare chiarezza in merito all’attuazione di specifiche direttive regionali che stanno mettendo a repentaglio l’economia agricola, la ricchezza paesaggistica e lo stesso atavico patrimonio culturale del Salento. I gravissimi episodi di eradicazione di piante di ulivo, anche secolari, che in questi giorni le autorità preposte stanno mettendo in atto nel nostro territorio, hanno sollevato e continuano a sollevare fra gli operatori del settore numerose perplessità, che investono la Cittadinanza tutta. Il M5S di Lecce - Meet up “Salentini Uniti con Beppe Grillo”, fedele ai principi ispiratori della propria attività politica, si interroga con preoccupazione su una vicenda che rischia di compromettere seriamente non solo le risorse economiche, ma lo stesso habitat ambientale e culturale di uno dei più importanti territori che possono vantare l’eredità della nobilissima tradizione della Magna Grecia. In particolare, invita alla riflessione i cittadini tutti, su alcuni aspetti:
1) Perché, a seguito della positività al batterio Xylella, riscontrata in alcuni esemplari nelle analisi compiute dai tecnici della Regione Puglia, non è stata concessa la possibilità di effettuare le necessarie controanalisi?
2) Perché, qualora la situazione di allarme fosse stata obiettivamente giustificata non si è ritenuto di procedere ad una corretta opera di informazione in merito verso i proprietari delle uliveti contaminati e verso tutti gli agricoltori, i quali in questo frangente versano in uno stato di forte apprensione?
3) È vero, come affermato, che la barbara eradicazione degli esemplari sospetti sia effettivamente utile ad eliminare completamente o quantomeno a mantenere circoscritta l’infezione da Xylella? O è piuttosto un palliativo sostanzialmente inefficace?
4) Atteso che, come fra l’altro si legge nelle conclusioni riportate sul sito dell’Accademia dei Georgofili in data 30 Ottobre 2013 “Non vi sono al momento elementi che facciano ritenere Xylella fastidiosa come l'agente primario del disseccamento rapido dell'olivo. Essa è verosimilmente coinvolta nel quadro eziologico come compartecipe”, per quale motivo non viene concessa la giusta attenzione alle concause del problema? Fra tali concause si potrebbe riconoscere una malaccorta conduzione agronomica delle coltivazioni, con l’impiego indiscriminato di diserbanti industriali quali il Roundup, che ha causato alle piante uno stress chimico? E non potrebbe lo stress chimico aver indebolito a tal punto le piante da consentire ad un batterio solitamente innocuo di recare ad esse tanto danno?
5) Perché non viene attuata anche in olivicoltura una politica di promozione delle buone pratiche agricole all’insegna della filosofia della coltivazione biologica, vietando o almeno limitando l’uso dei diserbanti e dei pesticidi chimici?
6) Non è che per caso, come paventato da alcune associazioni ambientaliste, l’intervento odierno su questi focolai di infezione sia in realtà il pretesto per l’attuazione in prospettiva di una campagna di eradicazione totale degli uliveti del Salento, al fine di lasciare il campo libero a speculazioni?
7) Considerato che la coltivazione dell’ulivo rappresenta per il Salento una delle principali fonti di ricchezza economica, grazie all’ottimo olio che da esso si produce, e considerato che di fatto costituisce una delle più importanti componenti della identità paesaggistica di un intero territorio - rendendolo affascinante agli occhi di tantissimi turisti - se questi timori si rivelassero fondati non ci sarebbe il serio rischio che tali scelte scellerate determinino gravi danni economici sia all’agricoltura che al turismo salentino?
8) Perché, a fronte dell’insipienza e dell’inconcludenza delle autorità competenti e all’inadeguatezza delle soluzioni adottate, non si trovano soluzioni alternative all’eradicazione totale, come, magari, l'intervento di una Task Force di esperti e tecnici del nostro territorio?
Con l’occasione intendiamo ricordare alle Autorità competenti ed alla Cittadinanza tutta l’alto valore simbolico che sempre la coltivazione dell’ulivo ha rappresentato nella storia della civiltà classica, di cui l’Europa moderna non può dimenticare di essere erede!
L’ULIVO È PATRIMONIO DEL NOSTRO PAESAGGIO, DELLA NOSTRA STORIA, DELLA NOSTRA CULTURA. NON SI TOCCHI PIÙ UN SOLO ALBERO!

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